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Piano di ristrutturazione e retorica

Abstract

- Inquadrare il tema del piano di ristrutturazione come strumento di comunicazione

- Focalizzare l'attenzione sulla dimensione argomentativa del piano

- Focalizzare l'attenzione sulla dimensione rappresentativa

- Focalizzare l'attenzione sulla dimensione situazionale

Immagine evocativa del piano di ristrutturazione

Un piano di ristrutturazione ha il compito preciso di comunicare un cambiamento. In quanto strumento di comunicazione non può prescindere dall’essere influenzato dalle regole della retorica.

Secondo il dizionario Garzanti 2008, il termine retorica richiama l’arte del parlare e dello scrivere in modo da persuadere un uditorio. Il termine è usato come sinonimo di eloquenza. Da molti e per molto tempo usata in modo dispregiativo, la dimensione retorica dello scrivere ha assunto nuovo vigore grazie al nuovo corso di studi sul tema (Gross, 2006) [1]. Seguendo l’esempio di studi precedenti (Nørreklit, 2003) [2], in questa sede analizzeremo il processo comunicativo focalizzandoci su tre dimensioni. L’aspetto argomentativo, le caratteristiche stilistiche di un piano di ristrutturazione e la situazione comunicazionale.


Piano di ristrutturazione tra retorica ed argomentazione

L’aspetto argomentativo del piano di ristrutturazione riferisce alle argomentazioni utilizzate dal suo redattore per convincere i fruitori dello stesso. Aristotele (2007) [3] individua tre differenti approcci argomentativi: logos, ethos e pathos.

La dimensione del logos richiama lo sviluppo di un processo logico con cui premesse, sviluppo e conclusioni sono articolati in modo da rendere chiaro al lettore tutti i passaggi necessari. La descrizione delle cause puntuali della crisi, dei suoi effetti e delle azioni che si intendono effettuare in modo puntuale, appare elemento centrale per garantire che il business plan sia svolto con una “sound argumentation” (Nørreklit, 2003) [2]. Il corso della nuova retorica vede nello sviluppo di argomentazioni convincenti e non meramente persuasive il contributo di Stephen Toulmin (Toulmin, 2003) [4]. Secondo l’autore, un’argomentazione deve essere composta da tre elementi essenziali:

  • data, ossia insieme di dati misurabili e attendibili in grado di mostrare l’evidenza empirica alla base del ragionamento;

  • warrant, ossia il connettore logico che consente di applicare, traslare i dati al contesto specifico;

  • claim, ossia conclusione del ragionamento sviluppata sulla base di data e warrant.


Frasi

Argomentazione

L'azienda ha visto un'offerta concentrata sui piccoli rivenditori soprattutto nel nord est. Secondo il Center for Industrial Studies (2013) i piccoli rivenditori hanno visto una progressiva riduzione delle vendite a causa dell'ingresso della grande distribuzione organizzata da un lato e della riduzione dei consumi per la crisi economica dall'altro. Per sopperire alla crisi i piccoli rivenditori hanno aumentato la dilazione ai clienti, chiedendo maggiore flessibilità ai produttori.

Data

La crisi di settore si è quindi inevitabilmente ripercossa sui piccoli produttori.

Warrant

Gli effetti della crisi sono stati un aumento dei giorni di dilazione a clienti e un aggravio di liquidità per i produttori. In questo contesto non ha fatto eccezione l’azienda analizzata.

Claim

Sulla base di quanto detto appare evidente come il tema del logos si colleghi con quello dell’ethos. Quest’ultimo richiama la fiducia che l’uditore ha nella fonte informativa utilizzata (nell’esempio riportato nella figura, l’attendibilità dei dati del Center for Industrial Studies) e, in generale, nel redattore del piano. Appare imperativo che i redattori del piano ricorrano, pertanto, a fonti riconosciute dai destinatari come affidabili. In alcuni casi, gli imprenditori potrebbero decidere di utilizzare studi affermati per la redazione dei propri piani di ristrutturazione, non solo per le competenze che questi portano, ma per il riconoscimento che gli stessi hanno presso gli stakeholder aziendali.

Ultima, ma non meno rilevante, appare la dimensione emotiva. In questo senso, i piani di ristrutturazione potrebbero richiamare la dimensione sociale dell’impresa e gli impatti sociali ed ambientali che gli stessi potrebbero produrre. Quanto affermato trova una sintesi nella figura sotto riportata.

Immagine sulle dimensioni che impattano sui piani di ristrutturazione

Piano di ristrutturazione tra retorica, stile e rappresentazione visuale

Il tema degli strumenti stilistici e lessicali ha assunto un ruolo particolarmente rilevante all’interno degli studi di retorica. L’utilizzo di metafore, analogie, similitudini, iperbole e forme ironiche è ampiamente dibattuto anche nella letteratura internazionale di management (Nørreklit, 2003) [2]. Di più recente sviluppo, invece, il riconoscimento visuale delle rappresentazioni grafiche. Eppler and Platts (Eppler and Platts, 2009) riconoscono tre importanti benefici derivanti dall’utilizzo delle forme grafiche:

  • benefici cognitivi, quali la facilitazione alla sintesi, si pensi in questo senso al grande successo avuto dal Business Model Canvas (Osterwalder and Pigneur, 2010) [5], e alla maggiore facilità di richiamare ed analizzare fenomeni;

  • benefici legati alla coesistenza sociale, quali la facilità di raggiungere consenso all’interno del management (Massaro et al., 2011) [6];

  • benefici comunicazionali, quali la maggiore chiarezza e il ruolo evocativo delle immagini.

Lavorando in questo modo le immagini si fondono alle più tradizionali forme stilistiche. Eppler e Burkhard (2007) [7] forniscono un esempio di metafora visuale, come descritta nella figura sotto riportata. Tuttavia, come le metafore tradizionali, esse utilizzano la dimensione del pathos, appaiono poco chiare nella loro descrizione logica e come tale dovranno essere utilizzate con parsimonia. La dimensione stilistica appare, quindi, elemento fondamentale nella redazione di un piano di ristrutturazione. In un contesto in cui software come Word ed Excel consentono facilmente di realizzare grafici e figure, il redattore dovrà valutare accuratamente le figure che intende utilizzare, valutando quali benefici intende realizzare.

Immagine evocativa su stile e rappresentazione dei piani di ristrutturazione

Piano di ristrutturazione tra retorica e situazione comunicazionale

Un piano di ristrutturazione deve necessariamente accogliere il favore degli stakeholders, sia esterni che interni. In quanto tale, deve essere concepito come uno strumento di comunicazione e come tale va collocato nella situazione comunicazionale. In quanto strumento di cambiamento dovrà essere condiviso all’interno della struttura organizzativa. Le resistenze al cambiamento andranno accuratamente valutate. Gli aspetti di leadership diventano elemento centrale in questa fase. Il piano di ristrutturazione deve evidenziare come tali problemi vengono affrontati e quali azioni si intende attuare per attenuare tali rischi.


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  • [1] Gross, A.G. (2006), Starring the text. The place of rhetoric in science studies, Southern Illinois University Press, Carobondale, IL.

  • [2] Nørreklit, H. (2003), “The Balanced Scorecard: What is the score? A rhetorical analysis of the Balanced Scorecard”, Accounting, Organizations and Society, JOUR, , Vol. 28 No. 6, pp. 591–619.

  • [3] Aristotle. (2007), On Rhetoric: A Theory of Civil Discourse, (Translated by G.A. Kennedy,Ed.), Oxford University Press, New York, Second Edi.

  • [4] Toulmin, S.E. (2003), The Uses of Argument, Cambridge University Press, Cambridge, Updated Ed.

  • [5] Osterwalder, A. and Pigneur, Y. (2010), Business Model Generation: A Handbook for Visionaries, Game Changers, and Challengers, John Wiley & Sons, Book, , Vol. 30, doi:10.1523/JNEUROSCI.0307-10.2010.

  • [6] Massaro, M., Bardy, R. and Zanin, F. (2011), “Innovation Strategy and Management Control . The Link Between Knowledge Management and Management Control Systems”, Proceedings of the 3th European Conference on Intellectual Capital2, pp. 231–239.

  • [7] Eppler, M.J. and Burkhard, R. a. (2007), “Visual representations in knowledge management: framework and cases”, Journal of Knowledge Management, Vol. 11 No. 4, pp. 112–122.


 
 
 

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